IOSS e OSS: guida al regime IVA per l'e-commerce nel 2026
Se vendete online a consumatori di più Paesi UE, l'IVA sull'ecommerce non è facoltativa: la vera domanda è quale regime usare per dichiararla. Scegliere il regime sbagliato (o non sceglierne nessuno) significa pacchi fermi in dogana, costi addebitati ai clienti alla consegna e aperture di partita IVA in Paesi con cui non avevate previsto di lavorare. Il regime OSS e il regime IOSS servono proprio a evitarlo, e conoscerli è ormai parte integrante della gestione di spedizioni internazionali per l'e-commerce. Influiscono anche sul modo in cui i dati doganali passano attraverso le integrazioni con corrieri e marketplace, perché numero IOSS, valore dichiarato e codice HS viaggiano insieme al pacco.
In questa guida vediamo cos'è il regime OSS e cos'è l'IOSS, la differenza tra OSS e IOSS, come funziona l'iscrizione al regime OSS dall'Agenzia delle Entrate, come ottenere il numero IOSS, le scadenze della dichiarazione IVA OSS e le novità 2026 da conoscere, compreso il nuovo dazio di 3 euro e le riforme ViDA previste per il 2027 e il 2028.
Punti chiave
- Il regime OSS vale per le vendite B2C con merce spedita da un Paese UE a un altro; il regime IOSS vale per le importazioni B2C nell'UE di valore fino a 150 euro.
- Entrambi sostituiscono decine di registrazioni IVA nazionali con un'unica iscrizione e un'unica dichiarazione periodica.
- In Italia l'iscrizione al regime OSS si fa dal Portale OSS dell'Agenzia delle Entrate; i venditori extra-UE di norma devono nominare un intermediario IOSS stabilito nell'UE.
- Dal 1° luglio 2026 si applica un dazio temporaneo di 3 euro per articolo alle spedizioni di modico valore, comprese quelle in IOSS; è un dazio doganale, distinto dall'IVA.
- Il numero IOSS deve arrivare al corriere nei dati doganali elettronici, altrimenti il pacco può essere trattato come importazione ordinaria e l'IVA riscossa una seconda volta.
Cos'è il regime OSS e come funziona il regime IVA OSS?
Il regime OSS (One Stop Shop, in italiano sportello unico OSS) è il regime speciale IVA dell'Unione europea (regime speciale OSS) introdotto il 1° luglio 2021 con il pacchetto IVA e-commerce. Prima dell'OSS ogni Paese UE aveva una propria soglia per le vendite a distanza, e un e-commerce in crescita poteva superarne diverse nello stesso anno, con l'obbligo di aprire una posizione IVA in ciascun Paese. Il sistema OSS IVA ha sostituito questo mosaico con un unico portale: vi iscrivete in un solo Paese UE, applicate ai clienti l'aliquota IVA del loro Paese e dichiarate tutte queste vendite in un'unica dichiarazione trimestrale. L'amministrazione fiscale presso cui siete iscritti ripartisce poi l'IVA agli altri Stati membri. Per chi spedisce da un unico magazzino a clienti in tutta Europa, è ciò che rende sostenibile dal punto di vista fiscale vendere in molti Paesi, mentre regole di spedizione no-code che assegnano i corrieri gestiscono il lato operativo.
Regime OSS cos'è, in parole semplici
Regime OSS cos'è, senza linguaggio tecnico? È una semplificazione degli adempimenti, non un'agevolazione fiscale. L'IVA resta dovuta con l'aliquota del Paese di ogni cliente: l'OSS cambia solo dove e come la dichiarate e la versate. La distinzione è importante perché molti venditori, cercando "IVA OSS cos'è", si aspettano di pagare meno imposta. Non è così: si riduce il carico amministrativo, non l'importo dovuto.
OSS UE e OSS non UE
Lo sportello unico comprende due regimi distinti, e quello giusto dipende da dove è stabilita la vostra impresa e da cosa vendete:
Regime OSS UE: per i soggetti passivi stabiliti nell'UE che effettuano vendite a distanza intracomunitarie di beni e servizi B2C, e per le interfacce elettroniche (marketplace) che agiscono come fornitori presunti. Anche le imprese extra-UE che tengono merce in un magazzino UE e la spediscono a consumatori di altri Paesi UE dichiarano queste vendite nell'OSS UE.
Regime OSS non UE: per le imprese stabilite fuori dall'UE che prestano servizi B2C a consumatori dell'UE. Non riguarda i beni.
Come spiega l'Agenzia delle Entrate nelle sue FAQ, OSS e IOSS sono due regimi opzionali di sportello unico che permettono di identificarsi ai fini IVA in un solo Stato membro e di relazionarsi con la propria amministrazione fiscale, nella propria lingua, anche per le vendite transfrontaliere. Nella normativa italiana i regimi speciali OSS e IOSS sono disciplinati dagli articoli 74-quinquies, 74-sexies e 74-septies del DPR 633/1972.
Regime OSS limite 10.000 euro: quando si applica il regime OSS?
Il regime OSS è legato a un'unica soglia UE di 10.000 euro per anno solare. Se le vendite a distanza intracomunitarie B2C di un'impresa stabilita nell'UE (sommate ad alcuni servizi elettronici) restano sotto i 10.000 euro, potete applicare l'IVA italiana. Superato il limite (spesso cercato come "OSS 10000 euro"), l'IVA è dovuta nel Paese del cliente e il regime OSS diventa il modo pratico per assolverla. La soglia è cumulativa per tutti i Paesi UE, non per singolo Paese: anche un piccolo e-commerce che vende in cinque o sei mercati può superarla rapidamente.
Il regime OSS è obbligatorio?
No. Chi cerca "regime OSS obbligatorio" deve sapere che, formalmente, è un regime opzionale OSS previsto dalla normativa UE. Superati i 10.000 euro, però, l'alternativa è aprire una partita IVA in ogni Paese UE in cui vendete ai consumatori, per cui nella pratica l'OSS è la scelta quasi obbligata per la maggior parte degli e-commerce. Un vincolo da ricordare: se aderite al regime OSS UE, dovete dichiarare tramite l'OSS tutte le operazioni che vi rientrano, in tutti i Paesi. Non è possibile dichiarare alcune vendite nell'OSS e altre con registrazioni IVA locali.
Dal regime MOSS all'OSS
L'OSS ha sostituito il precedente regime MOSS (Mini One Stop Shop), che dal 2015 copriva soltanto i servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici. Chi era già iscritto al MOSS è passato automaticamente all'OSS nel 2021. Chi cerca la differenza tra OSS e MOSS può quindi ricordare questo: il MOSS riguardava solo i servizi, l'OSS copre anche i beni. Se trovate riferimenti al regime MOSS in documenti meno recenti, leggeteli come il predecessore dell'attuale sistema OSS.
Cos'è l'IOSS e come funziona il sistema IOSS?
L'IOSS (Import One Stop Shop, in italiano sportello unico per le importazioni) è il regime speciale per le vendite a distanza B2C di beni importati da Paesi extra-UE, in spedizioni con valore intrinseco non superiore a 150 euro. Con il regime IOSS il venditore applica al checkout l'aliquota IVA del Paese UE del cliente, e la dogana svincola il pacco senza riscuotere l'IVA all'importazione dal destinatario. Il venditore dichiara e versa poi questa IVA con una dichiarazione IVA IOSS mensile. Per il cliente il risultato è una consegna senza costi a sorpresa alla porta, con effetti diretti sulla qualità della consegna e del tracking e sui volumi di reso, perché i pacchi rifiutati spesso tornano indietro come resi.
IOSS significato: cosa vuol dire
IOSS sta per Import One Stop Shop (a volte scritto Import OSS). Per un venditore, il significato pratico dell'IOSS è semplice: l'IVA si riscuote al momento della vendita invece che alla frontiera. Fino al 30 giugno 2021 i beni di valore fino a 22 euro entravano nell'UE senza IVA; quell'esenzione è stata abolita, per cui oggi l'IVA all'importazione si applica a ogni pacco B2C indipendentemente dal valore, e l'IOSS è diventato il modo per riscuoterla in anticipo. Chi cerca "IOSS cosa è" o "IOSS number" lo trova spesso sul modulo di spedizione del corriere, alla voce dedicata al numero IOSS.
Il limite IOSS di 150 euro
Il limite IOSS (IOSS 150 euro) è di 150 euro di valore intrinseco per spedizione, cioè il prezzo dei beni esclusi trasporto e assicurazione (salvo che siano inclusi nel prezzo e non indicati separatamente). Valgono altre due condizioni: la vendita deve essere B2C e i beni non devono essere soggetti ad accisa, per cui alcolici, tabacchi e alcuni prodotti energetici sono esclusi. L'IOSS non è inoltre utilizzabile per i territori UE esclusi dal territorio IVA, come Livigno, Campione d'Italia, le acque italiane del Lago di Lugano, le Isole Canarie, Ceuta, Melilla e i dipartimenti francesi d'oltremare. Se una spedizione supera i 150 euro, l'IOSS non si può usare: IVA all'importazione e dazi seguono la procedura ordinaria.
Come funziona l'IOSS in dogana
Quando un pacco arriva nella dogana UE, la dichiarazione doganale riporta il numero di identificazione IVA IOSS del venditore (o del marketplace). La dogana verifica il numero in una banca dati non pubblica dei numeri IOSS validi: se il numero è valido e il valore dichiarato non supera 150 euro, il pacco viene svincolato senza riscuotere IVA all'importazione, perché l'IVA è già stata addebitata al cliente. In Italia questo controllo passa per l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e nella dichiarazione IOSS doganale si utilizza il codice di procedura aggiuntiva F48. Se il numero manca, non è valido o viene usato su una spedizione oltre i 150 euro, la dogana tratta il pacco come importazione ordinaria e l'IVA viene riscossa dal destinatario: il vostro cliente paga l'IVA due volte.
Applicare il numero IOSS a una spedizione di valore superiore a 150 euro, o a spedizioni B2B, è uno degli errori IOSS più frequenti. La dogana può negare il trattamento IOSS, il cliente paga l'IVA all'importazione alla consegna e voi avete già dichiarato l'IVA sulla stessa vendita nella dichiarazione IOSS. Rimediare significa gestire un rimborso al cliente e una correzione in dichiarazione. Controllate la logica sul valore nel checkout e nel flusso di creazione delle etichette prima della spedizione.
Qual è la differenza tra OSS e IOSS?
La differenza tra OSS e IOSS dipende da dove inizia il viaggio della merce. Se i beni sono già nell'UE quando li vendete, siete nel regime OSS. Se arrivano da fuori UE e la spedizione vale al massimo 150 euro, si applica il regime IOSS. La tabella confronta OSS UE, OSS non UE e IOSS sui criteri che i venditori verificano più spesso.
| Criterio | OSS UE | OSS non UE | IOSS |
|---|---|---|---|
| Chi lo usa | Venditori stabiliti nell'UE, marketplace come fornitori presunti, venditori extra-UE con merce in magazzini UE | Imprese extra-UE che vendono servizi B2C | Venditori UE ed extra-UE e marketplace che importano beni di modico valore |
| Cosa copre | Vendite a distanza intracomunitarie di beni e servizi B2C | Solo servizi B2C | Vendite a distanza B2C di beni importati |
| Da dove parte la merce | Da un Paese UE a un altro | Non applicabile (servizi) | Da fuori UE verso l'UE |
| Limite di valore | Nessuno (la soglia di 10.000 euro decide quando si applica l'IVA del Paese di destinazione) | Nessuno | 150 euro di valore intrinseco per spedizione |
| Beni esclusi | Mezzi di trasporto nuovi | Non applicabile | Beni soggetti ad accisa (alcolici, tabacchi, prodotti energetici) |
| Periodicità della dichiarazione | Trimestrale | Trimestrale | Mensile |
| Scadenza | Fine del mese successivo al trimestre | Fine del mese successivo al trimestre | Fine del mese successivo al periodo |
| Numero identificativo | La vostra partita IVA nazionale | Un numero UE dedicato | Un numero IOSS dedicato che inizia con "IM" |
| Intermediario | No (in Italia rapporti diretti con credenziali Entratel) | No | Di norma sì per i venditori extra-UE |
| Conservazione documenti | 10 anni | 10 anni | 10 anni |
In sintesi, la differenza tra OSS e IOSS non impone di scegliere uno dei due: sono regimi complementari. Un brand extra-UE può usare l'IOSS per le spedizioni dirette dal proprio magazzino e l'OSS UE per gli ordini evasi da un magazzino europeo. Ecco perché "OSS e IOSS", o "regime OSS e IOSS", vengono cercati quasi sempre insieme: la maggior parte dei venditori transfrontalieri in crescita finisce per aver bisogno di entrambi i regimi OSS e IOSS.
Chi deve usare il regime OSS o il regime IOSS?
Nessuno dei due regimi è obbligatorio in senso stretto. L'alternativa, però, è registrarsi ai fini IVA in ogni Paese UE in cui avete vendite B2C imponibili, oppure lasciare che i clienti paghino IVA all'importazione e diritti del corriere alla consegna. La tabella indica il percorso più adatto per le situazioni più comuni.
| La vostra situazione | Regime da valutare | Condizione chiave |
|---|---|---|
| Venditore italiano o UE che spedisce a consumatori di altri Paesi UE | Regime OSS UE | Vendite a distanza B2C oltre 10.000 euro l'anno |
| Venditore extra-UE che spedisce pacchi di modico valore direttamente a consumatori UE | Regime IOSS | Spedizione fino a 150 euro, nessun bene soggetto ad accisa |
| Venditore extra-UE con merce in un magazzino UE | Regime OSS UE (più IVA all'importazione sulla merce) | La merce parte da un Paese UE verso consumatori di altri Paesi |
| Venditore extra-UE di servizi digitali o altri servizi B2C | Regime OSS non UE | Servizi tassati nel Paese UE del cliente |
| Venditore su marketplace di beni importati fino a 150 euro | IOSS del marketplace (fornitore presunto) | La piattaforma riscuote e dichiara l'IVA |
| Venditore con spedizioni oltre 150 euro | Nessuno dei due per l'IVA all'importazione; regole ordinarie | Valutate i termini DDP o DAP con il corriere |
Venditori italiani e UE
Se la vostra impresa è stabilita in Italia e vendete a consumatori di altri Paesi UE, il regime da considerare è l'OSS. Vi iscrivete dal Portale OSS dell'Agenzia delle Entrate, mantenete la vostra partita IVA e presentate ogni trimestre un'unica dichiarazione OSS per tutti gli altri Paesi UE di destinazione. Le vendite a clienti italiani restano nella normale liquidazione e dichiarazione IVA nazionale. A quel punto la scelta dei corrieri per ogni destinazione (BRT, GLS, Poste Italiane o un corriere espresso) diventa una questione di ottimizzazione dei costi di spedizione, non di registrazione fiscale.
Venditori extra-UE che spediscono in Italia e nell'UE
Per imprese britanniche, statunitensi, svizzere, cinesi o di altri Paesi extra-UE che inviano pacchi direttamente a consumatori UE, l'IOSS è di solito il percorso più efficiente per gli ordini di modico valore. Addebitate al checkout l'aliquota IVA locale (22% per un cliente italiano), trasmettete il numero IOSS al corriere nei dati elettronici e presentate una dichiarazione IVA IOSS mensile. Senza IOSS, il destinatario paga l'IVA all'importazione alla consegna, spesso con un diritto di sdoganamento del corriere, e molti rifiutano il pacco.
Marketplace: regime OSS Amazon, IOSS Amazon, eBay, Etsy e AliExpress
Quando beni di valore fino a 150 euro vengono venduti tramite un marketplace e importati nell'UE, la piattaforma è considerata fornitore presunto ai fini IVA. In pratica il marketplace addebita l'IVA, la dichiara con il proprio numero IOSS e comunica quel numero al venditore per la spedizione. Per questo molti cercano "IOSS Amazon", "eBay IOSS" o "Etsy IOSS": per gli ordini dei marketplace si usa normalmente il numero IOSS della piattaforma nella dichiarazione doganale, non il vostro. I marketplace agiscono come fornitori presunti anche per le vendite di venditori extra-UE di beni già presenti nell'UE, che dichiarano nel regime OSS UE (è il caso tipico del "regime OSS Amazon" per chi vende da magazzini europei). Verificate la documentazione di ogni piattaforma, perché il modo in cui condivide il numero, e dove chiede di inserirlo, cambia.
Come funziona l'iscrizione al regime OSS dall'Agenzia delle Entrate?
Per un'impresa stabilita in Italia, la registrazione al regime OSS è più semplice di quanto sembri, perché passa dal vostro accesso all'area riservata dell'Agenzia delle Entrate. Ecco i passaggi tipici per l'iscrizione al regime IVA OSS.
Controllate che vendiate a consumatori privati (B2C) di altri Paesi UE e che le vendite a distanza superino, o stiano per superare, il limite di 10.000 euro annui.
L'iscrizione al regime OSS si effettua dal Portale OSS nell'area riservata dell'Agenzia delle Entrate. Per l'OSS tutti i rapporti (iscrizione, dichiarazioni, versamenti, variazioni) vanno gestiti direttamente con le credenziali Entratel del soggetto passivo.
L'adesione al regime OSS decorre in genere dal primo giorno del trimestre successivo alla richiesta, o prima se comunicate tempestivamente la prima operazione che supera la soglia.
Configurate checkout e gestionale per addebitare l'aliquota del Paese di destinazione su ogni vendita OSS.
Dichiarate e versate l'IVA di ogni trimestre entro la fine del mese successivo, anche con una dichiarazione a zero se non avete effettuato vendite.
Anche le imprese extra-UE con merce in Italia si iscrivono all'OSS UE nel Paese da cui spediscono, mentre i prestatori di servizi extra-UE scelgono uno Stato membro qualsiasi per l'OSS non UE. In qualunque Paese vi registriate, il regime OSS UE copre le vendite verso tutti gli altri Stati membri.
Come ottenere il numero IOSS: iscrizione IOSS e intermediario
Come si ottiene il numero IOSS? La procedura di iscrizione IOSS dipende da dove è stabilita l'impresa, ma i passaggi di base sono gli stessi. Ci si registra online presso l'amministrazione fiscale di un solo Stato membro, che diventa lo Stato membro di identificazione, e un'unica iscrizione copre le vendite verso tutti i 27 Paesi. Le imprese stabilite in Italia richiedono l'iscrizione IOSS all'Agenzia delle Entrate; le imprese extra-UE devono di norma nominare un intermediario IOSS stabilito nell'UE, che si registra per loro conto. Fanno eccezione i venditori stabiliti in Paesi con un accordo di assistenza reciproca in materia di IVA con l'UE (il caso principale è la Norvegia), che possono registrarsi direttamente. Una volta registrati, ricevete un numero IOSS dedicato, valido per tutte le vendite ammissibili, da configurare nel checkout e nei flussi di spedizione.
Intermediario IOSS: quando serve
Se la vostra impresa è stabilita fuori dall'UE, quasi certamente sì. L'intermediario IOSS è un soggetto stabilito nell'UE (di solito un fornitore di servizi fiscali o IVA) che si registra nel proprio Stato membro, riceve un proprio numero identificativo e vi registra poi sotto di esso. Secondo l'Agenzia delle Entrate, l'IOSS ammette l'intermediario anche per la presentazione della dichiarazione per conto del contribuente. Poiché l'intermediario risponde insieme a voi dell'IVA IOSS, molti chiedono garanzie. Registrarsi presso l'amministrazione fiscale non comporta di norma costi, mentre il servizio dell'intermediario prevede in genere una quota iniziale e un canone mensile.
Codice IOSS: com'è fatto e dove si trova
Il numero IOSS è composto da 12 caratteri: le lettere "IM" seguite da 10 cifre senza spazi, cioè un codice di tre cifre dello Stato membro di identificazione e un numero di sette cifre. Un numero IOSS di un'impresa identificata in Italia seguirà ad esempio lo schema IM380xxxxxxx. Gli intermediari ricevono un numero separato che inizia con "IN", utilizzato solo per la loro identificazione e non per importare merci. Il codice IOSS è diverso dalla partita IVA: si usa solo per le vendite IOSS e solo nelle dichiarazioni doganali. Chi si chiede "numero IOSS dove si trova" lo riceve dall'amministrazione fiscale al termine della registrazione. Non esiste uno strumento pubblico per verificarlo: a differenza della partita IVA, il numero IOSS non si controlla sul VIES, e solo la dogana lo convalida quando il pacco viene dichiarato.
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Dichiarazione IVA OSS: scadenze, versamento e correzioni
Entrambi i regimi si basano su dichiarazioni periodiche presentate per via telematica allo Stato membro di identificazione. La dichiarazione IVA OSS è trimestrale, la dichiarazione IOSS è mensile. Va presentata anche in assenza di operazioni (dichiarazione a zero), e l'IVA va versata entro la stessa scadenza. Secondo l'Agenzia delle Entrate, le scadenze della dichiarazione OSS sono le seguenti.
| Periodo | Scadenza dichiarazione e versamento IVA OSS |
|---|---|
| 1° trimestre (gennaio-marzo) | 30 aprile |
| 2° trimestre (aprile-giugno) | 31 luglio |
| 3° trimestre (luglio-settembre) | 31 ottobre |
| 4° trimestre (ottobre-dicembre) | 31 gennaio dell'anno successivo |
| Dichiarazione IOSS (ogni mese) | Fine del mese successivo |
Ogni scadenza OSS è quindi fissa, e le scadenze OSS 2026 seguono lo stesso calendario: la dichiarazione del 3° trimestre 2026 scade il 31 ottobre 2026, quella del 4° trimestre il 31 gennaio 2027.
Come si versa l'IVA OSS
Il versamento IVA OSS si effettua in euro entro la scadenza della dichiarazione. Per gli operatori in regime OSS UE, l'Agenzia delle Entrate indica che il pagamento avviene con addebito richiesto direttamente dal Portale OSS su un conto corrente bancario o postale intestato all'operatore, presso una banca convenzionata: si sceglie la dichiarazione da pagare, l'importo e l'IBAN. Ogni pagamento dell'IVA OSS deve riferirsi a una dichiarazione precisa. L'IVA OSS va versata per intero e non è compensabile con crediti IVA o di altra natura.
Versamento IVA OSS in ritardo e dichiarazione OSS tardiva: sanzioni
Se la dichiarazione OSS non viene presentata o l'IVA non viene versata nei termini, lo Stato membro di identificazione invia un sollecito. Interessi e sanzioni per il versamento tardivo dell'IVA OSS sono però stabiliti dagli Stati membri di consumo, per cui le regole italiane sul ravvedimento operoso non si applicano automaticamente a queste somme. Prima di procedere con un versamento tardivo IVA OSS, verificate con il vostro commercialista. Ritardi ripetuti possono portare all'esclusione dal regime.
Correzione alla precedente dichiarazione IVA OSS
Una dichiarazione OSS già presentata non si modifica riaprendola: la rettifica dichiarazione OSS (cioè la correzione) si inserisce in una dichiarazione successiva, entro tre anni dalla scadenza della dichiarazione originaria. Tenete quindi traccia degli errori (resi, note di credito, aliquote sbagliate) trimestre per trimestre, per correggerli nella prima dichiarazione utile.
Regime OSS e fattura elettronica, esterometro, Intrastat e dichiarazione IVA annuale
Sono i dubbi più frequenti per chi vende dall'Italia. Per le operazioni rientranti nel regime OSS, la normativa italiana prevede l'esonero dagli obblighi di fatturazione, registrazione e dichiarazione IVA annuale: le vendite OSS si dichiarano solo nella dichiarazione trimestrale OSS. L'esonero non è un divieto: potete comunque emettere fattura al consumatore, ma in quel caso l'Agenzia delle Entrate chiarisce che scatta l'obbligo di trasmissione telematica dei dati delle operazioni transfrontaliere (esterometro). Chi vuole far concorrere le operazioni OSS al plafond di esportatore abituale o ai rimborsi IVA deve invece continuare a fatturarle e indicarle nella dichiarazione IVA annuale; è un caso specifico da impostare con il commercialista. Le vendite a distanza B2C non rientrano negli elenchi Intrastat, che riguardano le operazioni intracomunitarie tra soggetti passivi. Infine, sulla detrazione IVA acquisti in regime OSS: l'IVA sugli acquisti non si detrae nella dichiarazione OSS, ma resta nella normale liquidazione IVA italiana. Le dichiarazioni OSS riguardano solo l'IVA a debito sulle vendite.
Novità 2026: il dazio di 3 euro sulle spedizioni di modico valore
Il 2026 è l'anno di cambiamento più importante per le importazioni di modico valore nell'UE dalla riforma del 2021. Il contesto sono i volumi: secondo il comunicato dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del 30 giugno 2026, nel solo 2025 sono entrati nell'UE circa 5,9 miliardi di articoli di basso valore in esenzione da dazi.
Fino al 30 giugno 2026 i beni in spedizioni fino a 150 euro entravano nell'UE senza dazi doganali, pur scontando l'IVA all'importazione. Con il Regolamento (UE) 2026/382 quella franchigia è stata soppressa: dal 1° luglio 2026 e fino al 1° luglio 2028 si applica un dazio forfettario temporaneo di 3 euro per articolo alle spedizioni di modico valore vendute a distanza, indipendentemente dal regime IVA utilizzato (IOSS, regime speciale o IVA ordinaria). Dal 1° luglio 2028 subentrerà l'EU Customs Data Hub per l'e-commerce.
"Per articolo" significa per classificazione tariffaria, non per singola unità. Ecco come funziona in pratica:
| Contenuto del pacco (valore fino a 150 euro) | Classificazioni tariffarie | Dazio da 3 euro |
|---|---|---|
| 5 T-shirt | 1 | 3 euro |
| 3 T-shirt e 1 orologio | 2 | 6 euro |
| 1 T-shirt, 1 orologio e 1 cover per smartphone | 3 | 9 euro |
IOSS e dazio di 3 euro: cosa cambia per l'IVA
Tre aspetti contano per chi usa il regime IOSS. Primo, il dazio di 3 euro si applica anche alle spedizioni IOSS: l'IOSS semplifica l'IVA, non i dazi. Secondo, il dazio è un diritto doganale distinto dall'IVA e non si dichiara nella dichiarazione IOSS. Terzo, con la Circolare 17/2026 l'Agenzia delle Dogane ha chiarito il trattamento IVA: nel regime IOSS il dazio di 3 euro è esente da IVA all'importazione e non concorre alla base imponibile, mentre nei regimi diversi dall'IOSS l'IVA all'importazione si calcola su un valore che include il dazio. Sul piano dichiarativo è stato eliminato il codice C07 usato per la franchigia, mentre restano i codici F48 (IOSS) e F49 (regime speciale). Codici HS a sei cifre accurati sono ora essenziali, perché il numero di voci tariffarie distinte in un pacco determina il dazio; per approfondire, leggete la nostra guida all'HS code.
Identificativi prodotto dal 1° novembre 2026 e tassa di gestione
Gli identificativi prodotto (PID) diventano obbligatori nelle dichiarazioni di importazione di modico valore dal 1° novembre 2026, dopo essere stati facoltativi dal 1° luglio 2026. È inoltre stata proposta una tassa di gestione (handling fee) dell'Unione sui pacchi e-commerce: è una tassa, non un dazio, e l'ADM indica che importo e data di applicazione nell'autunno 2026 sono ancora da definire. Considerate questo costo possibile nel vostro budget per pacco e seguite gli aggiornamenti ufficiali.
ViDA: cosa cambia per OSS e IOSS nel 2027 e nel 2028
Il pacchetto VAT in the Digital Age (ViDA), pubblicato nella Gazzetta ufficiale UE a marzo 2025, estende ulteriormente la logica dello sportello unico. Secondo la Commissione europea, dal 1° gennaio 2027 si applicano piccoli chiarimenti per gli utenti OSS e IOSS, mentre dal 1° luglio 2028 partono le riforme sulla registrazione IVA unica. Queste estendono l'OSS a più tipologie di operazioni, compreso un nuovo regime per dichiarare i trasferimenti di beni propri tra Paesi UE, riducendo la necessità di partite IVA locali quando spostate merce tra magazzini. Vengono inoltre rafforzati i controlli sui numeri IOSS. La proposta di rendere obbligatorio l'IOSS per i marketplace è stata eliminata dal testo finale.
| Data | Novità | Chi riguarda |
|---|---|---|
| 1° luglio 2021 | Avvio di OSS e IOSS; abolita l'esenzione IVA fino a 22 euro | Tutti i venditori B2C transfrontalieri |
| 1° luglio 2026 | Soppressa la franchigia dai dazi fino a 150 euro; dazio temporaneo di 3 euro per articolo | Chi importa beni di modico valore, anche con IOSS |
| 1° novembre 2026 | Identificativi prodotto obbligatori nelle dichiarazioni di modico valore | Importatori, venditori e corrieri |
| Autunno 2026 (proposta) | Tassa di gestione UE sui pacchi e-commerce | Flussi di importazione di modico valore |
| 1° gennaio 2027 | Chiarimenti ViDA per gli utenti OSS e IOSS | Iscritti attuali a OSS e IOSS |
| 1° luglio 2028 | Registrazione IVA unica: OSS esteso; fine del dazio di 3 euro con l'avvio del Customs Data Hub | Venditori UE ed extra-UE con merce nell'UE |
IOSS vs DDP: come si combinano regime IVA e resa
IOSS e DDP (Delivered Duty Paid) vengono spesso confusi, ma rispondono a domande diverse. L'IOSS è un regime IVA che stabilisce come si riscuote l'IVA all'importazione sulle spedizioni fino a 150 euro. Il DDP è un Incoterm che stabilisce chi paga dazi e imposte all'importazione. In pratica, chi usa l'IOSS per i pacchi di modico valore opera già in modo simile al DDP per l'IVA, ma deve comunque decidere chi sostiene il dazio di 3 euro ed eventuali diritti del corriere. Per le spedizioni oltre 150 euro l'IOSS non è disponibile, e il DDP tramite il corriere è il modo abituale per evitare addebiti al cliente alla consegna. Trovate un approfondimento completo nella guida DDP vs DAP: chi paga i dazi doganali.
IOSS e spedizioni: come usare il numero IOSS con i corrieri
Il numero IOSS funziona solo se arriva alla dogana. Questo avviene tramite il corriere o l'operatore postale, che lo inserisce nei dati doganali elettronici trasmessi prima dell'arrivo del pacco. Per questo molti cercano "IOSS DHL", "codice IOSS DHL" o "UPS IOSS": ogni corriere ha un campo dedicato, e un dato mancante o errato basta a far perdere il trattamento IOSS.
Dove inserire il numero IOSS
Per le spedizioni postali, ad esempio con Poste Italiane, il numero IOSS va inserito nei dati doganali elettronici collegati alla dichiarazione CN22 o CN23. Per i corrieri espressi, come nelle spedizioni DHL IOSS e UPS IOSS, va nel campo IOSS o identificativo fiscale dedicato al momento della creazione della spedizione; le spedizioni MyDHL, ad esempio, restituiscono un errore se manca il numero IOSS. Il portale dei servizi alle imprese del governo austriaco raccomanda di usare il numero IOSS solo nella dichiarazione doganale, senza comunicarlo ai partner commerciali né inviarlo via email, perché un numero divulgato può essere usato impropriamente da terzi. Per scegliere il modulo corretto, consultate la nostra guida CN22 vs CN23.
In ShippyPro il numero IOSS si imposta in My Profile, nella sezione Sender Info, e viene poi applicato automaticamente a tutte le vostre spedizioni. Se un corriere rifiuta una spedizione, controllate le indicazioni specifiche: con UPS, l'errore "Missing or Invalid Vendor Collection ID Number" indica che va verificato il numero IOSS in Sender Info (vedi la guida UPS); con MyDHL, la mancanza del numero IOSS viene segnalata come errore, e partita IVA o EORI già salvati in My Profile non vanno aggiunti di nuovo nelle Carrier Options.
Shopify IOSS: negozio proprio e marketplace
Chi vende con un proprio sito si chiede spesso dove trovare un numero IOSS Shopify. A differenza dei marketplace, le piattaforme per creare negozi online come Shopify non sono fornitori presunti: il numero IOSS che usano i merchant Shopify è il loro, ottenuto con la propria iscrizione. Verificate le impostazioni fiscali della vostra piattaforma perché l'IVA UE venga addebitata al checkout sugli ordini ammissibili, e assicuratevi che il numero arrivi al vostro sistema di spedizione (in ShippyPro basta salvarlo una volta in Sender Info).
Dati doganali IOSS: cos'altro deve essere corretto
Dal 1° luglio 2026 ogni spedizione B2C fino a 150 euro richiede dati doganali a livello di articolo, che usiate o meno l'IOSS. Gli elementi essenziali sono una descrizione precisa, un codice HS a sei cifre per articolo, il valore intrinseco, il Paese di origine e, da novembre 2026, gli identificativi prodotto. Un'importazione IOSS con una descrizione generica ("regalo", "abbigliamento") o senza codice HS rischia più ritardi, e con il dazio di 3 euro i codici HS incidono direttamente sul costo di ogni pacco.
In ShippyPro il documento doganale viene creato automaticamente quando generate una spedizione internazionale che lo richiede. Descrizione della merce e valori degli articoli sono sempre obbligatori, mentre il campo HS Code è facoltativo nella piattaforma ma richiesto da alcuni corrieri; con il dazio di 3 euro conviene considerarlo obbligatorio per ogni prodotto destinato all'UE. I dettagli degli articoli sono già compilati per gli ordini importati da un marketplace, e potete associare un Paese di origine a ogni SKU nella sezione Customs Info di My Profile. Con i corrieri che lo supportano (FedEx, MyDHL e Aramex) potete anche caricare documenti ETD paperless durante la creazione della spedizione.
E il Regno Unito? IOSS e spedizioni verso e dal Regno Unito
L'IOSS è un regime UE, quindi si applica solo ai beni importati nell'UE e non copre le spedizioni dall'Italia al Regno Unito. Per i pacchi di modico valore verso clienti britannici valgono le regole britanniche: i venditori esteri addebitano l'IVA del Regno Unito al momento della vendita sulle spedizioni fino a 135 sterline e si registrano presso l'HMRC. Trovate tutti i dettagli nella nostra guida per spedire nel Regno Unito dopo la Brexit.
Nella direzione opposta, un'impresa britannica che vende a consumatori italiani o UE può usare l'IOSS, ma l'HMRC non rilascia numeri IOSS: i venditori del Regno Unito devono registrarsi in uno Stato membro UE tramite un intermediario IOSS stabilito nell'UE. L'Irlanda del Nord segue le regole IVA dell'UE per i beni e ha un trattamento specifico.
Regime OSS esempio: come funziona il calcolo con le aliquote IVA OSS 2026
Per capire come funziona il regime OSS nella pratica (e più in generale come funziona il regime IVA OSS), partite da qui: l'IVA OSS si calcola con l'aliquota del Paese UE del cliente, sul prezzo pagato comprese le spese di trasporto addebitate. Un esempio di regime OSS: un e-commerce di Milano vende un prodotto da 50 euro (IVA esclusa) con 5 euro di spedizione a un consumatore francese. L'IVA è il 20% di 55 euro, cioè 11 euro, e il cliente paga 66 euro; l'IVA francese viene dichiarata e versata nella dichiarazione OSS in Italia. Le aliquote ordinarie cambiano molto tra i Paesi UE:
| Paese del cliente | Aliquota IVA ordinaria | IVA su 55 euro (beni + spedizione) |
|---|---|---|
| Lussemburgo | 17% | 9,35 euro |
| Germania | 19% | 10,45 euro |
| Francia | 20% | 11,00 euro |
| Austria | 20% | 11,00 euro |
| Spagna | 21% | 11,55 euro |
| Italia | 22% | 12,10 euro |
| Irlanda | 23% | 12,65 euro |
| Svezia | 25% | 13,75 euro |
| Ungheria | 27% | 14,85 euro |
Per alcune categorie di prodotti possono valere aliquote ridotte, quindi il checkout deve gestire regole fiscali per prodotto, non un'unica aliquota per Paese. Le aliquote cambiano: verificatele prima di ogni periodo di dichiarazione.
Regime IOSS esempio
Un esempio di regime IOSS: un brand britannico vende a un consumatore di Roma un prodotto da 50 euro con 5 euro di spedizione. Con l'IOSS addebita al checkout l'IVA italiana al 22% su 55 euro, cioè 12,10 euro, e la dichiara nella dichiarazione IOSS mensile. Il pacco entra senza IVA all'importazione, ma sconta il dazio di 3 euro per voce tariffaria; nel regime IOSS, come chiarito dall'ADM, quel dazio non entra nella base imponibile IVA.
Errori comuni con OSS e IOSS da evitare
La maggior parte dei problemi con il sistema OSS e il sistema IOSS è operativa, non normativa: nasce quando impostazioni fiscali, checkout e dati di spedizione sono gestiti in punti diversi.
| Errore | Conseguenza | Come evitarlo |
|---|---|---|
| Usare l'IOSS su spedizioni oltre 150 euro | IVA all'importazione addebitata di nuovo al cliente alla consegna | Applicate l'IOSS solo se il valore intrinseco è al massimo 150 euro |
| Numero IOSS assente dai dati del corriere | Pacco trattato come non IOSS; il cliente paga IVA e diritti | Salvate il numero a livello di mittente e controllate il campo di ogni corriere |
| Usare il proprio numero IOSS su ordini marketplace | IVA dichiarata due volte (da voi e dalla piattaforma) | Usate il numero IOSS del marketplace quando è fornitore presunto |
| Applicare l'IVA italiana oltre la soglia di 10.000 euro | IVA non versata nei Paesi di destinazione, con sanzioni | Monitorate le vendite a distanza B2C nell'anno solare |
| Dichiarare alcune vendite in OSS e altre con partite IVA locali | Violazione del regime OSS UE | Una volta aderito, dichiarate tramite OSS tutte le operazioni che vi rientrano |
| Dimenticare la dichiarazione a zero | Solleciti e possibile esclusione dal regime | Presentate la dichiarazione ogni periodo, anche senza vendite |
| Descrizioni generiche e codici HS errati | Ritardi in dogana e dazio di 3 euro calcolato male | Mantenete codici HS a sei cifre e descrizioni precise per prodotto |
Qual è la differenza tra OSS e IOSS?
Il regime OSS riguarda le vendite B2C con merce spedita da un Paese UE a un altro, oltre ai servizi B2C. Il regime IOSS riguarda le vendite B2C di beni importati nell'UE da Paesi extra-UE in spedizioni fino a 150 euro. La dichiarazione OSS è trimestrale, quella IOSS mensile.
Il regime OSS è obbligatorio?
No, è un regime opzionale. Superata la soglia di 10.000 euro di vendite a distanza B2C nell'UE, però, l'alternativa è aprire una partita IVA in ogni Paese di destinazione, quindi per la maggior parte degli e-commerce l'OSS è la soluzione più pratica.
Come ci si iscrive al regime OSS in Italia?
L'iscrizione al regime OSS si effettua dal Portale OSS nell'area riservata dell'Agenzia delle Entrate. Tutti i rapporti con l'OSS vanno gestiti direttamente con le credenziali Entratel del soggetto passivo.
Quando scade la dichiarazione IVA OSS?
La dichiarazione IVA OSS è trimestrale e scade il 30 aprile, il 31 luglio, il 31 ottobre e il 31 gennaio. Il versamento dell'IVA OSS va effettuato entro la stessa scadenza.
Cos'è il numero IOSS?
Il numero IOSS è un identificativo IVA di 12 caratteri che inizia con "IM", rilasciato con l'iscrizione all'IOSS. Viene trasmesso alla dogana con ogni pacco ammissibile, così che l'IVA all'importazione non venga riscossa di nuovo dal destinatario.
Come si ottiene il numero IOSS?
Ci si registra online presso l'amministrazione fiscale di uno Stato membro UE. Le imprese italiane si iscrivono tramite l'Agenzia delle Entrate, mentre la maggior parte delle imprese extra-UE deve nominare un intermediario IOSS stabilito nell'UE.
Il numero IOSS è uguale alla partita IVA?
No. Il numero IOSS è un identificativo separato che si usa solo per le vendite IOSS nelle dichiarazioni doganali, e non si verifica sul VIES. La partita IVA resta in uso per tutti gli altri adempimenti.
Le vendite OSS vanno fatturate e indicate nella dichiarazione IVA annuale?
Di norma no: per le operazioni in regime OSS la normativa italiana prevede l'esonero da fatturazione, registrazione e dichiarazione IVA annuale. Se emettete comunque fattura, scatta l'esterometro, e chi vuole usare le vendite OSS per il plafond o i rimborsi deve fatturarle e indicarle in dichiarazione annuale.
Il dazio di 3 euro si applica anche con l'IOSS?
Sì. Dal 1° luglio 2026 il dazio temporaneo di 3 euro per articolo si applica alle spedizioni fino a 150 euro indipendentemente dal regime IVA, IOSS compreso. Nel regime IOSS il dazio non concorre alla base imponibile IVA.
Come si corregge una dichiarazione IVA OSS già presentata?
La correzione alla precedente dichiarazione IVA OSS si inserisce in una dichiarazione successiva, entro tre anni dalla scadenza della dichiarazione originaria, senza riaprire quella già presentata.
L'IOSS vale per le spedizioni dall'Italia al Regno Unito?
No. L'IOSS vale solo per i beni importati nell'UE. Le spedizioni verso il Regno Unito seguono le regole britanniche, con IVA UK addebitata alla vendita sulle spedizioni fino a 135 sterline.
Posso usare il mio numero IOSS vendendo su Amazon, eBay o Etsy?
Per i beni importati fino a 150 euro venduti tramite un marketplace che agisce da fornitore presunto si usa il numero IOSS della piattaforma, non il vostro. Usare il proprio numero su quegli ordini può portare a dichiarare due volte la stessa IVA.
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